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La filosofia è semplice, quindi per tutti

di Diego Marchiori

Immaginate di avere davanti a voi una scatola, di aprirla, e una volta guardato il suo contenuto provare un senso di meraviglia.
Si potrebbe sintetizzare così il tentativo del prof. Stefano Fontana con la sua recente opera: “Filosofia per tutti” – Una breve storia del pensiero da Socrate a Ratzinger”.
Il libro offre un percorso – seppur contenuto in appena 159 pagine – di 2500 anni di storia del pensiero. L’esordio potrebbe spiazzare i più: “la filosofia è semplice”. Come può essere semplice contenere 2500 anni di pensiero, di grandi domande, di dispute infinite? Lo è perché “le verità della filosofia di San Tommaso, tolti i tecnicismi, sono le stesse verità che un bambino, prima di essere inquinato dallo scetticismo dei professori di filosofia, conosce con sicurezza”.
La chiave sta nell’umiltà perché – prosegue – le verità filosofiche sono semplici, beninteso, si parla della vera filosofia ossia quella che cerca il vero, il bello ed il buono.
Il linguaggio usato nel libro e la sua struttura sono proprio pensati per un pubblico ampio e non necessariamente abituato all’uso di concetti filosofici. Il Professore fa l’esempio della scatola in cui dentro ci vivono gli uomini interessati a due problemi: capire se le cose che ci sono nella scatola sono disposte secondo un ordine; e capire se di là della scatola non c’è nulla.
Durante la lettura c’è un filo rosso che aiuta a cercare risposte alle due domande e sono due frasi indicate all’inizio dall’autore: “un piccolo errore all’inizio è grande nella conclusione; nessuno si dà ciò che non ha”.

E perché parlare di meraviglia? “Davanti al tutto, l’uomo si meraviglia che esso ci sia, mentre potrebbe non esserci”. Sotto le stelle di una notte d’estate a tutti sarà capitato di chiedersi: “chi sono io? Da dove vengo? C’è vita dopo la morte? Chi mi ha creato? C’è un disegno? La vita ha un senso?”.
Così pure nei momenti più bui della propria vita è esperienza comune chiedersi: “perché la sofferenza, perché la morte, perché il dolore, l’ingiustizia, ecc?”.
Per questo siamo tutti filosofi anche se non tutti praticano l’arte del filosofare, direbbe qualcuno. Siamo tutti filosofi poiché nel guardare dentro e fuori la scatola oggi come i primi uomini sulla terra, ci poniamo le medesime questioni fondamentali. Ma dalle risposte, o tentativi di risposta, che si danno a quelle domande fondamentali si sviluppano percorsi molto differenti che caratterizzano epoche, culture, società.
È ciò che dimostra il prof. Fontana in ogni pagina laddove descrive i concetti fondamentali della filosofia ed in particolare li raffronta tra la filosofia cristiana e altre filosofie come lo storicismo, l’esistenzialismo, l’empirismo, il materialismo, il modernismo.
Proprio riguardo al modernismo il professore dedica ampio spazio sottolineando quanto esso sia fondamentalmente anticristiano: da Ockham in poi la ragione inizia a prendere sempre più le distanze da Dio, e quindi dalla fede fino al passaggio dal realismo tomista al razionalismo inaugurato con Cartesio per giungere alla maturazione del modernismo per cui “la rivoluzione luterana, la rivoluzione francese, la rivoluzione liberale, la rivoluzione comunista sono le principali incarnazioni in epoca moderna di questo carattere irreligioso della filosofia moderna”.
In contrapposizione alla filosofia moderna il professore ricorda costantemente l’eredità lasciataci da San Tommaso d’Aquino, e tuttavia non manca di rilevare le ambiguità presenti anche in alcuni filosofi cattolici che hanno cercato di “modernizzare” il cristianesimo.
Fondamentalmente si tratta di riconoscere che oltre ad un ordine naturale ce n’è uno soprannaturale, è la differenza tra il Logos e la Gnosi: il primo è la filosofia nella fede, il secondo invece è la filosofia che si fa fede esprimendo così la tentazione capitale della superbia dell’uomo che vuole salvarsi da solo.
Il professore conclude il suo libro ritornando all’esempio della scatola e pone due alternative: scegliere la via del realismo riconoscendo che ogni cosa ci dice più di quanto essa sia; o intraprendere la via dell’idealismo in cui saremo noi a stabilire cosa sono e come sono le cose nella scatola eliminando il trascendente, ma in questo caso non ci si potrà stupire se l’esito della strada sarà il non-senso.

In seguito alla pubblicazione del libro, su richiesta di più lettori e grazie alla collaborazione con l’editore Fede e Cultura è stato inaugurato a Verona un un corso di filosofia cristiana aperto a tutti, anche a partecipanti a distanza. Una valida occasione per lasciarci meravigliare dalla verità rivelata da Dio, accessibile alla ragione umana.

Diego Marchiori

Diego Marchiori, classe 1988, sposato, vivo in provincia di Verona. Fino ad ottobre 2016 ho amministrato l'azienda artigianale di mio padre specializzata nella laccatura di mobili, ma le sanzioni alla Russia ci hanno penalizzato al punto da farci chiudere. Nel tempo libero mi occupo di Dottrina Sociale della Chiesa collaborando con la Scuola di Formazione all'Impegno Sociale e Politico della Diocesi di Verona, e scrivo di politica, società, cultura.