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Feb

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Reich all’italiana

di Mattia Fusina

Il destino degli embrioni crioconservati è un dramma che non può passare sotto silenzio, per questo abbiamo voluto dedicare una serie di articoli alla proposta di legge avanzata dall’On. Gigli.

Dopo aver introdotto la questione (qui) ed analizzato il disposto normativo (qui), è doveroso concludere affrontando con crudo realismo le prospettive di una simile proposta in un contesto politico e sociale assuefatto ad un orrore che si pensava morto con l’ideologia nazista: l’eugenetica.

La tentazione eugenetica è un male antico (si pensi all’usanza spartana di abbandonare i figli nati malformati) che si è potenziata con l’evoluzione della tecnoscienza divenendo un movimento di pensiero rilevante fra fine ottocento e inizio novecento (a tal proposito, fondamentale rimane la lettura del pamphlet scritto da G.K. Chesterton Eugenetica ed altri malanni), per essere poi messa in pratica nelle sue più concrete atrocità sotto il regime nazista.

Sconfitto il nazismo, il male eugenetico ha dovuto prudentemente nascondersi, mimetizzarsi, per riapparire oggi, quando i tempi sembrano divenuti maturi per accettarlo e, in alcuni casi, addirittura esaltarlo.

Aborto terapeutico, diagnosi genetiche preimpianto, selezione del materiale genetico migliore e scarto dei “prodotti” inidonei e non desiderati: tutto questo è ormai realtà, con l’avallo delle corti.

In particolare, la Corte Costituzionale, con le sentenze nn. 96 e 229 del 2016, ha dato il via libera nelle procedure di fecondazione artificiale alla selezione e all’impianto dei soli embrioni considerati idonei e non portatori di malattie genetiche.

I giudici della Consulta hanno stabilito inoltre che gli embrioni scartati sono destinati non alla distruzione immediata ma, bontà loro, alla crioconservazione senza limiti temporali, esattamente come avviene per gli embrioni sani creati in soprannumero nei “normali” cicli di PMA.

Questo è esattamente il grande limite della proposta di legge avanzata dall’On.Gigli: il diritto al figlio sano sembra essere stato affermato e cristallizzato dalla Corte Costituzionale, in quello che è divenuto un sistema eugenetico degno della Germania di Hitler e già funzionante a pieno ritmo in Italia e nel resto del mondo.

Come può essere cambiato un simile approccio? Serve una volontà politica forte e decisa, tale da cambiare anche i più consolidati orientamenti giurisprudenziali, nuovo potere normativo di fatto in un Paese come l’Italia che ha obliato la divisione dei poteri teorizzata da Montesquieu.

Ma, in attesa dell’avvento di un “Trump italiano” che riporti al potere una politica sana a favore della vita, senza se e senza ma, le reali possibilità che una proposta di legge come quella in oggetto sia approvata dal Parlamento sono pressoché nulle.

Attualmente, invece, sono le leggi che vanno verso la distruzione della società ad essere approvate a tempi di record come, ad esempio, la deleteria proposta di legge sui DAT (Dichiarazioni Anticipate di Trattamento), su cui torneremo e che sta passando, anche nel preoccupante silenzio di parte della Chiesa e del popolo cattolico, senza opposizione se non per la strenua battaglia di politici degni come gli On. Menorello, Roccella, lo stesso Gigli e, purtroppo, pochi altri; mentre proposte di legge come quella dell’On. Gigli non hanno speranze di essere prese in seria considerazione.

Si deve riconoscere quindi che, pur apprezzabile come tentativo, rimane una battaglia di retroguardia. Invero si deve combattere apertamente il male, per farlo serve una forza che adesso non c’è, bisogna far entrare nei palazzi del potere quella parte di popolo che ha a cuore le tematiche della vita, trovare ed aggregare quella parte di popolo che in esse si identifica, educare e formare quel popolo per far capire a tutti la vera posta in gioco: al di là della apparente soddisfazione di tutti i desideri di ciascuno cova la schiavitù, la sottomissione al potere più brutale, quel potere che può permettersi di togliere la vita alle persone.

Un potere che porta, inevitabilmente, all’annichilimento.

Mattia Fusina

Laureato in Giurisprudenza con una tesi in Filosofia del Diritto su tematiche bioetiche; mi interesso e scrivo, tra le altre cose, di politica, religione, cultura.