03
Feb

0

Semplici riflessioni tra 2016 e 2017

di Sandro Bertagnoli

E così è cominciato un altro anno, ed è  cominciato come è finito il precedente: con i dubbi, le perplessità e  gli interrogativi sul mondo del lavoro che a cicli ricorrenti e continui si presentano ad ogni riforma proposta.

Indubbio che sarà compito della politica districare questa complesso garbuglio. Ma per fare questo, lor signori si dovrebbero distanziare dalle logiche di potere e di appartenenza per riuscire a vedere le problematiche per quello che sono e cercarne la radice profonda e la base su cui poggiare eventuali riforme legislative.

Da questo punto di vista sarà sicuramente un inizio d’anno caotico. Il Ministero del Lavoro si dovrà confrontare con nemici di destra e con nemici di sinistra che gli contestano una riforma raffazzonata dell’istituto dei voucher, divenuto ormai di fatto una certificazione di lavoro irregolare. Dopo aver partorito un’ulteriore modifica inconcludente per limitarne l’uso fraudolento, si comincia adesso a pensare alla loro definitiva uscita di scena (ma per necessità o per opportunità politica?)

Alle porte ci sono, a questo riguardo, anche i referendum indetti dal sindacato che, dopo il voto negativo alla riforma costituzionale dello scorso dicembre, assumono un’importanza molto più rilevante e centrale nello scenario dei rapporti tra le parti sociali in campo e che vorrebbero veder ripristinate quelle tutele previste dallo Statuto dei Lavoratori e limitate nella loro portata, se non addirittura eliminate, dalle modifiche ed integrazioni del tanto discusso jobs act. (ma siamo sicuri che il loro ripristino sia quello che serve?)

In questo scenario il rischio è che, come sempre,  ci si inoltri in questioni prettamente tecniche e si perda di vista l’importanza della scelta politica che deve impostare soluzioni e vie da percorrere che vadano più in là del breve lasso temporale che serve a tamponare una necessità di bilancio o che serve ad accontentare questa o quella categoria sociale.

Soluzioni pratiche dovrebbero, per una volta tanto, essere proposte dai tecnici. Al legislatore la responsabilità di saper e volere mettere in campo una serie di politiche attive che tengano conto delle reali necessità e problematiche presentate  dal mondo del lavoro.

Soluzioni che considerino l’ossatura della nostra società lavorativa e che permettano a tutte le realtà (anche le più piccole) di poter accedervi. Esempio lampante: il tanto declamato rilancio del Welfare aziendale che alla prova dei fatti sarà usufruibile solo dalle grosse aziende (provare ad interessarsi per credere)

Siamo consapevoli e tutti d’accordo che i posti di lavoro non si creano per decreto o con incentivi ma se questi decreti e incentivi fossero indirizzati a rivalutare, non solo a parole ma anche nei fatti, le piccole imprese, vero tessuto connettivo della nostra Italia, il sistema non potrebbe che trovarne giovamento.

E perché no? Vengano dati nuovo vigore e risorse alla famiglia e ai suoi singoli componenti! Alla famiglia come cellula fondamentale e fondante della società e intimamente connessa, attraverso le varie realtà che la compongono, al mondo del lavoro e che vede, nei limiti all’accesso al lavoro stesso dei suoi componenti, uno dei primi fattori di diseguaglianza sociale.

Alla famiglia che, con le sue distorsioni, generate da una società del diritto senza doveri, sta diventando purtroppo oggetto passivo del mutamento sociale quando invece dovrebbe essere il nucleo protagonista che contribuisce e condiziona il mutamento stesso.

Riguardo la famiglia e ai suoi componenti, dovremmo riuscire a dare speranza prima di tutto ai nostri giovani. Pesanti, al riguardo,  le parole del Santo Padre nell’omelia  del “Te Deum” dello scorso 31 dicembre che sono una sferzata a chi il lavoro lo deve organizzare, regolamentare e gestire:  “Abbiamo privilegiato la speculazione invece di lavori dignitosi e genuini che permettano ai giovani di essere protagonisti attivi nella vita della nostra società”…”lentamente li abbiamo emarginati e costretti a emigrare o a mendicare occupazioni che non esistono”… “non si può parlare di futuro senza assumere la responsabilità che abbiamo verso i nostri giovani; più che responsabilità, la parola giusta è debito”.

Legame della famiglia con il  lavoro diviene  estremamente difficile e carente soprattutto quando i soggetti interessati sono le donne e le  madri, vista la mancanza cronica e il costo eccessivo di servizi per la cura dei bambini e degli anziani e di tutti quei servizi che potrebbero aiutare la famiglia e destreggiarsi con maggior serenità in questa nostra caotica ed esigente società. Ciniche ma purtroppo realistiche sono le parole espresse da Elena Rosci, psicologa e psicoterapeuta, autrice di Mamme acrobate e La maternità può attendere,: «Le trentenni e quarantenni italiane con figli hanno fatto i salti mortali in questi anni per tenere insieme tutto. Ma dopo qualche lustro di giochi di prestigio si sono accorte che basta poco. Un genitore bisognoso di cure, un figlio con un problema di straordinaria amministrazione. E sei costretta a scegliere: o la famiglia o il lavoro».

Quanto sia centrale a livello etico e di tutela della dignità della persona il lavoro, lo ha spiegato a margine dell’annuale convegno nazionale dei Consulenti del Lavoro il Presidente emerito della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick  che ha così sintetizzato: “ solo il diritto AL lavoro è stato costituzionalizzato, non il diritto civile o commerciale, in quanto motore della nostra convivenza. Occorre tuttavia che tale diritto sia effettivo e non con caratteristiche di precarietà e insicurezza: oggi abbiamo capovolto questo discorso, con un’economia finanziaria che prevale su quella reale e, a questo punto, il rischio di un tradimento della Costituzione diventa reale.”

A volte per cambiare le regole non serve nemmeno un referendum ma atti concludenti che ne stravolgano i principi.

Sandro Bertagnoli

Consulente del lavoro. 54 anni. Ha svolto vari incarichi pastorali e amministrativi a livello parrocchiale e diocesano. E' stato Consigliere e Assessore al Comune di Grezzana. Segue con interesse le problematiche economico-finanziarie, in modo particolare quelle giuslavoristiche, in riferimento alla dottrina sociale della Chiesa.